La sicurezza di una macchina non dovrebbe essere trattata come un’aggiunta finale al progetto. Quando ripari, sensori e avvertenze vengono inseriti solo a macchina finita, spesso si ottengono soluzioni costose, poco ergonomiche e difficili da difendere dal punto di vista tecnico.
Il metodo delle tre fasi, richiamato dalla logica della Direttiva Macchine e dal Regolamento (UE) 2023/1230, fornisce un ordine preciso alla riduzione del rischio: prima si elimina o riduce il pericolo con la progettazione, poi si adottano misure di protezione, infine si informano gli utilizzatori sui rischi residui che non possono essere eliminati.
La sicurezza non si aggiunge alla fine
Una macchina ben progettata è una macchina nella quale la sicurezza è integrata nella funzione, nell’accessibilità, nella manutenzione e nell’interazione con l’operatore. Questo richiede che l’analisi dei rischi accompagni il progetto fin dalle prime scelte tecniche: layout, cinematismi, accessi, materiali, energie, manutenzione, pulizia, cambio formato e software.
Il ruolo dell’analisi dei rischi
L’analisi dei rischi non è un documento da produrre solo per il fascicolo tecnico. È lo strumento con cui il fabbricante dimostra di aver identificato i pericoli, stimato e valutato i rischi, scelto misure di riduzione adeguate e verificato i rischi residui.
La EN ISO 12100 fornisce il metodo tecnico di riferimento per eseguire questo processo in modo sistematico. Il valore del documento dipende dalla qualità del ragionamento tecnico, non dal numero di pagine.
Fase 1: sicurezza intrinseca
La prima fase consiste nel progettare la macchina in modo da eliminare o ridurre i pericoli alla fonte. È la fase più importante, perché interviene prima che il rischio venga delegato a ripari, sensori o istruzioni.
- ridurre forze, velocità, temperature o energie pericolose quando possibile;
- eliminare spigoli, punti di schiacciamento o accessi inutili;
- scegliere soluzioni cinematiche meno pericolose;
- rendere più sicure manutenzione, pulizia e regolazione;
- progettare accessi ergonomici e logici.
Fase 2: misure di protezione
Quando la sicurezza intrinseca non è sufficiente, si adottano misure di protezione: ripari fissi, ripari mobili interbloccati, barriere fotoelettriche, comandi a due mani, funzioni di sicurezza, dispositivi di arresto e sistemi di controllo legati alla sicurezza.
In questa fase è essenziale progettare correttamente sia la parte meccanica sia la parte di comando. Le funzioni di sicurezza devono essere dimensionate e validate in base al rischio che devono ridurre, ad esempio attraverso il calcolo del Performance Level secondo EN ISO 13849-1.
Fase 3: informazioni per l’uso
Le misure informative comprendono manuale, pittogrammi, targhe, avvertenze, procedure, formazione e istruzioni operative. Sono indispensabili, ma non devono essere usate per compensare rischi che potevano essere eliminati o ridotti con una progettazione migliore.
Rischi residui e documentazione
Quando, dopo l’applicazione delle tre fasi, rimangono rischi non ulteriormente riducibili in modo ragionevole, tali rischi devono essere documentati e comunicati. Il manuale d’istruzioni deve spiegare dove si trovano, quando si presentano, quali persone sono esposte e quali misure devono essere adottate.
Errori frequenti
redigere l’analisi dei rischi dopo aver già completato il progetto
saltare la sicurezza intrinseca e passare subito a ripari e sensori
non considerare manutenzione, pulizia, cambio formato e guasto
descrivere rischi residui in modo generico
non collegare analisi dei rischi, manuale, fascicolo tecnico e circuiti safety.
Come Waves Engineering supporta i fabbricanti
Waves Engineering affianca i costruttori nella progettazione sicura delle macchine, partendo dall’analisi dei rischi e arrivando alla definizione delle misure tecniche, alla verifica dei circuiti di sicurezza, alla redazione del fascicolo tecnico e del manuale d’istruzioni.
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Waves Engineering può supportarti dalla progettazione alla validazione finale.
FAQ
Cos’è il metodo delle tre fasi?
È il metodo di riduzione del rischio che prevede, in ordine, sicurezza intrinseca, misure di protezione e informazioni per l’uso.
Le istruzioni possono sostituire i ripari?
No. Le istruzioni sono fondamentali per gestire i rischi residui, ma non sostituiscono misure tecniche necessarie quando tecnicamente applicabili.
Quando va fatta l’analisi dei rischi?
Dalla fase iniziale del progetto e poi aggiornata durante sviluppo, costruzione, collaudo e modifica della macchina.